Saluti della Dirigente Scolastica
Il primo giorno in una nuova scuola porta con sé emozioni diverse: la responsabilità di un nuovo incarico, la curiosità per ciò che si incontra, il desiderio di conoscere le persone e, insieme, la consapevolezza di entrare in una storia che è già cominciata molto prima del nostro arrivo. È con queste riflessioni che mi rivolgo a tutta la comunità scolastica dell’IIS Carrara-Nottolini-Busdraghi.
Le parole con cui il Dirigente scolastico dott. Ignazio Patti ha salutato la comunità scolastica al termine del suo mandato raccontano una scuola viva, competente, profondamente legata al proprio territorio e capace di crescere attraverso il lavoro condiviso delle persone che la abitano ogni giorno. È da qui che desidero partire.
Non entro in questa scuola con l’idea di interrompere un percorso, ma con quella, molto più autentica, di raccogliere un testimone. Ogni comunità scolastica ha una propria identità, fatta di storia, professionalità, relazioni, conquiste e anche di difficoltà affrontate nel tempo. Questa identità merita rispetto e continuità e, con la consapevolezza del ruolo prestigioso e al tempo stesso delicato che mi è stato affidato, desidero esprimere alla comunità il mio orgoglio e la mia gratitudine per essere qui, oggi, a guidare il Carrara-Nottolini-Busdraghi.
Credo in una scuola capace di custodire ciò che funziona e, nello stesso tempo, di avere il coraggio di interrogarsi, di innovare, di cercare nuove strade quando le esigenze degli studenti, del personale e della società cambiano. Una scuola non si rinnova perché tutto ciò che è stato fatto prima non vale più; si rinnova proprio perché sa riconoscere il valore del proprio cammino e arricchirlo con nuove energie. Ho sempre pensato che una scuola sia, prima di ogni altra cosa, una comunità di persone. Gli studenti sono il cuore e la ragione del nostro lavoro, ma nessuna scuola può essere davvero di qualità senza la professionalità e la passione dei suoi docenti, senza il lavoro spesso silenzioso ma indispensabile del personale ATA, senza una collaborazione autentica con le famiglie, senza il dialogo con il territorio e con le istituzioni. Per questo vorrei che il nostro Istituto fosse sempre più un luogo nel quale ciascuno possa sentirsi parte di un progetto comune. Un luogo nel quale la competenza professionale sia riconosciuta e valorizzata; nel quale le idee possano essere ascoltate; nel quale il confronto, anche quando è vivace e caratterizzato da posizioni diverse, non venga mai percepito come una contrapposizione; nel quale l’autorevolezza non abbia bisogno di distanza e il rispetto non sia mai confuso con il silenzio. Credo fermamente nel valore dell’ascolto e della collaborazione. Credo però anche nella chiarezza delle responsabilità, nel rispetto delle regole e nella necessità di assumere decisioni con equilibrio, trasparenza e senso delle istituzioni.
La scuola che vorrei continuare a costruire insieme a voi è una scuola esigente con se stessa, perché ai giovani dobbiamo offrire il meglio. Una scuola che sappia coniugare conoscenze, competenze e valori; che prepari al lavoro e agli studi successivi, ma soprattutto che aiuti ragazze e ragazzi a diventare persone libere, consapevoli, responsabili e capaci di abitare il proprio tempo. Una scuola aperta all’innovazione e alla tecnologia, ma nella quale la tecnologia non sostituisca mai la relazione educativa. Una scuola attenta alle nuove competenze e alle trasformazioni del mondo del lavoro, senza smarrire ciò che non passa di moda: la cultura, il senso critico, la legalità, il rispetto, la solidarietà, la dignità della persona e i valori della democrazia.
L’inclusione, per me, non è soltanto un adempimento o una parola presente nei documenti dell’Istituzione scolastica: è una responsabilità quotidiana. Significa accorgersi delle fragilità, valorizzare le differenze, offrire opportunità, costruire le condizioni perché ogni studente possa scoprire le proprie possibilità e sentirsi riconosciuto. Anche la sicurezza, il benessere e la qualità degli ambienti nei quali studiamo e lavoriamo appartengono a questa stessa idea di scuola. Prendersi cura delle persone significa anche prendersi cura dei luoghi, delle condizioni di lavoro e di apprendimento, del clima che si respira ogni giorno nelle nostre sedi. Nei primi mesi avrò soprattutto bisogno di ascoltare: ascoltare chi vive questa scuola da anni, chi vi lavora, chi la frequenta, chi la conosce attraverso i propri figli. Prima di ogni progetto viene la conoscenza delle persone e dei contesti; prima di ogni cambiamento viene la capacità di comprenderne le ragioni. Sono convinta, tuttavia, che una comunità cresca quando non si limita a fare bene il proprio lavoro, ma riesce anche a immaginare insieme il lavoro che ancora non ha fatto. È questo l’augurio che rivolgo a tutti noi per il nuovo anno scolastico: continuare a crescere senza perdere la nostra identità, innovare senza dimenticare i nostri valori, affrontare le difficoltà senza perdere fiducia, lavorare con serietà senza smarrire il piacere di sentirsi parte di una comunità.
Al Dirigente scolastico dott. Ignazio Patti rivolgo il mio sincero ringraziamento per il lavoro svolto e per le parole con cui ha consegnato alla comunità scolastica il bilancio umano e professionale della sua esperienza. Il ritorno nella sua terra di Sicilia rappresenta l’inizio di un nuovo capitolo del suo percorso; a noi spetta ora proseguire quello di questa scuola, portando con noi tutto ciò che di buono è stato costruito negli anni.
L’augurio che rivolgo a questa comunità è quello di continuare il cammino con fiducia, con rispetto, con passione e con il coraggio di avere idee, ma anche con la serenità di aprirsi sempre al confronto, ogni volta che se ne ravvisi la necessità. Soprattutto, auguro a ciascuno di sentirsi parte integrante di un luogo nel quale si viva bene, nel quale la centralità sia rappresentata dalla persona che, prima di ogni ruolo, venga considerata e riconosciuta nella sua pienezza; un luogo nel quale nessuno venga lasciato indietro e nel quale ciascuno sappia di poter essere ascoltato e compreso.
Ricordo a me stessa, prima ancora che a tutti voi, che una scuola non appartiene a chi la dirige in un determinato momento: appartiene alla comunità che ogni giorno la rende viva. Ed è proprio questa consapevolezza che mi porta oggi ad assumere questo incarico con orgoglio, gratitudine e senso di responsabilità. È un richiamo alla realtà, alla sua consistenza, a ciò che esiste e merita di essere riconosciuto. Anche una comunità scolastica, prima di essere immaginata per ciò che potrà diventare, deve essere conosciuta e riconosciuta per ciò che è, per la sua storia, per le persone che la compongono, per i valori che la tengono insieme. Da qui desidero partire, per custodire ciò che merita di essere custodito e, insieme a voi, continuare a costruire ciò che ancora può essere.
Buon anno scolastico a tutte e a tutti.
La Dirigente Scolastica
Donata De Cristofaro
