Gli studenti dell’Ite Carrara ‘a lezione’ dalla Selene spa per il riutilizzo degli scarti della lavorazione

Proseguono gli appuntamenti del progetto Ambientiamoci che l’Università Cattolica del Sacro Cuore propone agli studenti lucchesi. È stata la volta delle classi terza e quinta dell’Ite Carrara che hanno potuto vedere da vicino tutte le fasi della lavorazione per il riutilizzo degli scarti della lavorazione dell’impresa Selene spa.

Una visita condotta in prima persona da uno dei titolari, Marco Severini, e dal Capo stabilimento di Carraia, Andrea Martinelli, che vestiti i panni di docenti hanno illustrato le varie fasi del completo riutilizzo degli scarti della lavorazione dello stabilimento di Pontetetto.

Selene spa nasce 70 anni fa dai nonni degli attuali proprietari che commerciavano bottoni ed etichette nella metà del secolo scorso sfruttando la presenza dei tanti maglifici presenti nella lucchesia. Dagli anni ’60 del Novecento, con l’avvento delle buste in plastica, la decisa virata in favore delle esigenze del mercato. Da allora è stato un susseguirsi di innovazione tecnologica e commerciale al passo con le esigenze del mercato sfruttando le nuove tecnologie.

Oggi, Selene può contare su una forza lavoro di circa duecento tra operai ed impiegati per un fatturato di circa 100 milioni di euro annui e tra la sua clientela ha nomi del calibro di Chevron, Eni e la francese Total, vantando anche una filiale commerciale a New York.

Fiore all’occhiello dell’azienda è la speciale unità di riciclo degli scarti della lavorazione dei prodotti finiti delle sede di Pontetetto. Con la pulizia dell’inchiostro riportato sui sacchetti che vengono sbiancatiDa sottolineare che la macchina per la disinchiostrazione della plastica è una delle poche esistenti in Europa. Dopo le fasi di lavaggio e disinchiostrazione si va ad ottenere materia prima riciclata, che assume la forma di piccoli chicchi, che viene inviata allo stabilimento di Pontetetto per l’immissione nella lavorazione del nuovo prodotto destinato alla vendita.

Al termine della visita, un momento di ulteriore conoscenza delle fasi produttive con Marco Severini che ha risposto alle numerose domande da parte degli studenti, che hanno dimostrato interesse ponendo quesiti appropriati anche per eventuali candidature per stage di formazione.

Le classi erano accompagnate delle professoresse Daniela Provenzano, Paola Santarlasci, Anna Maria Franzoni e Antonella Di Lallo.

Gemma Giannini, delegata per l’Università Cattolica promotrice del progetto Ambientiamoci, ha espresso a fine mattinata il suo personale ringraziamento ai titolari della Selene che ormai è diventata un punto fermo per la collaborazione e per la divulgazione di un economia sempre più volta al riutilizzo degli scarti che tornano ad avere nuova vita.

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